Informazioni sull’HIV

  • HIV e AIDS: cosa sono
  • Prevenzione e sesso sicuro
  • Test HIV
  • Vivere con l'HIV
  • Terapia
  • Vero o falso
Fonte: Ministero della Salute

Qual è la causa dell’infezione da HIV?

La causa dell’infezione da HIV è un virus che dal 1986 è stato denominato Virus dell’Immunodeficienza Umana (Human Immunodeficiency Virus – HIV). Sono stati identificati due tipi principali di HIV, denominati HIV-1 e HIV-2, che sembrano avere caratteristiche patologiche e cliniche simili. In merito all’origine dell’HIV, ci sono diverse ipotesi, ma nessuna è stata avvalorata in modo scientifico.

Come si trasmette l’infezione da HIV?

L’infezione da HIV si trasmette attraverso: – Contatto sessuale: rapporti vaginali, anali, oro-genitali praticati e contatto diretto tra genitali non protetti dal preservativo. Tale trasmissione avviene attraverso il contatto tra liquidi biologici infetti (secrezioni vaginali, liquido precoitale, sperma, sangue) e mucose anche integre, durante i rapporti sessuali. Ulcerazioni e lesioni dei genitali causate da altre patologie possono far aumentare il rischio di contagio. Il coito interrotto non protegge dall’HIV, così come l’uso della pillola anticoncezionale, del diaframma, dell’anello vaginale e della spirale. Le lavande vaginali, dopo un rapporto sessuale, non eliminano la possibilità di contagio. – Contatto con sangue infetto: scambio di siringhe, trasfusioni di sangue o di prodotti di sangue infetti e/o trapianti di organi infetti, utilizzo di strumenti infetti. Contatto diretto tra ferite cutanee, profonde, aperte e sanguinanti, schizzi di sangue o di altri liquidi biologici sulle membrane/mucose (come gli occhi). – Trasmissione verticale: da madre sieropositiva a figlio durante la gravidanza, il parto o l’allattamento al seno.

Fonte: Ministero della Salute

Le pratiche di petting possono trasmettere l’infezione da HIV?

Il petting (insieme di pratiche ed effusioni di natura sessuale, quali bacio, masturbazione, sfregamento dei genitali, carezze reciproche, ma che non prevedono rapporti sessuali penetrativi completi), può essere a rischio nel momento in cui bocca, pene, vagina o ano vengano a contatto diretto con liquidi genitali, quali secrezioni vaginali, secrezioni precoitali, sperma e/o con sangue.

Quali liquidi biologici trasmettono il virus?

I liquidi biologici che trasmettono l’infezione da HIV sono: sperma, liquido precoitale, secrezioni vaginali, sangue, latte materno.

Perché si considerano a maggiore rischio di infezione da HIV i rapporti sessuali di tipo anale?

I rapporti anali sono a maggior rischio perché la mucosa anale è molto fragile ed in tale pratica si possono creare delle ferite/microlesioni che potrebbero aumentare la possibilità del passaggio del virus.

Sono a rischio di infezione da HIV coloro che assumono droghe per via endovenosa?

Sì, sono a rischio solo se scambiano siringhe e oggetti per la preparazione della droga con persone sieropositive.

I rapporti sessuali con più partner aumentano i rischi di infezione da HIV?

No, se nei rapporti sessuali si usa correttamente il preservativo. Il il preservativo, infatti, usato correttamente, è il mezzo più sicuro per la prevenzione dell’infezione da HIV. Usare correttamente il preservativo significa indossarlo, sin dall’inizio, per tutta la durata fino al termine del rapporto senza che si rompa o che si sfili.

Le/i prostitute/i possono trasmettere l’infezione da HIV?

No, se nei rapporti sessuali penetrativi (anali, vaginali, orogenitali praticati) usano il preservativo sempre e in modo corretto.

Nel caso di prostitute/i con infezione da HIV il rischio di trasmettere l’infezione al cliente o al partner si presenta, come per qualsiasi altra persona, solo nel caso in cui non venga usato il preservativo sempre e in modo corretto.

Invece, nel caso in cui il cliente sia sieropositivo e non usi il preservativo durante il rapporto sessuale, è la/il prostituta/o che corre il rischio di contrarre l’infezione da HIV.

Le persone contagiate per via ematica possono trasmettere il virus durante i rapporti sessuali?

Sì, se non usano sempre e correttamente il preservativo. Usare correttamente il preservativo significa indossarlo, sin dall’inizio, per tutta la durata e fino al termine del rapporto senza che si rompa o che si sfili.

Che cosa rischiano le persone sieropositive e i loro partner continuando a praticare comportamenti a rischio?

Le persone sieropositive che scambino siringhe (nel caso di uso di sostanze per via endovenosa) o continuino ad avere rapporti non protetti da preservativo, rischiano di infettare altre persone, di reinfettarsi e di essere esposti ad altre malattie infettive e ad infezioni a trasmissione sessuale.

In una coppia se entrambi i partner sono sieropositivi, è utile proteggere tutti i rapporti sessuali con il preservativo?

Sì, sempre, poiché c’è il rischio di infezione da ceppi virali differenti con possibile sviluppo di resistenza ai farmaci. Inoltre, c’è il rischio di trasmissione di altre infezioni sessualmente trasmesse.

I rapporti sessuali con una persona sieropositiva sono a rischio?

No, se nei rapporti sessuali penetrativi (anali, vaginali, orogenitali praticati) viene usato il preservativo sempre e in modo corretto.

I bambini come possono contrarre l’infezione da HIV?

I bambini possono contrarre l’infezione da HIV dalla madre sieropositiva durante la gravidanza, al momento del parto e durante l’allattamento. Per questo motivo, attualmente, le donne sieropositive in gravidanza assumono terapia antiretrovirale, partoriscono tramite parto elettivo cesareo ed evitano l’allattamento al seno a favore dell’allattamento artificiale. Viene, inoltre, somministrata la terapia antiretrovirale anche al bambino. In questo modo si riduce, notevolmente, il rischio di contagio per il bambino.

La persona con HIV mostra segni/sintomi dell’infezione?

No, non sempre in quanto lo stato di infezione può mantenersi a lungo senza alcun sintomo.

Il rapporto oro-genitale è a rischio per l’HIV?

È a rischio solo per la persona che mette la propria bocca (rapporti oro-genitali praticati) a contatto con i genitali di un partner sieropositivo. Tuttavia, potrebbe risultare a rischio anche per chi subisce il rapporto (persona che mette i propri genitali a contatto con la bocca dell’altro) se il partner ha ferite aperte e sanguinanti in bocca, tanto da lasciare tracce copiose ed abbondanti di sangue sui genitali del partner.

Quando il contatto con il sangue può rappresentare un rischio?

Quando si presenta un contatto diretto e profondo tra due ferite aperte e sanguinanti o a seguito di un’immissione in vena di sangue infetto (ad esempio scambio di siringhe). Quando il contatto è con la pelle integra non vi è alcun rischio di contrarre l’infezione da HIV.

Come si possono eliminare i rischi di contrarre l’infezione da HIV mediante i rapporti sessuali?

L’uso corretto del preservativo può annullare il rischio di infezione durante ogni tipo di rapporto sessuale con ogni partner. Per un uso corretto del preservativo è importante leggere la data di scadenza e le istruzioni sulla confezione, indossarlo dall’inizio alla fine del rapporto sessuale, usarlo solo una volta, srotolarlo sul pene in erezione, eliminare l’aria dal serbatoio, facendo attenzione a non danneggiarlo con unghie o anelli, conservarlo con cura lontano da fonti di calore (cruscotto dell’auto ed altro) e senza ripiegarlo (nelle tasche, nel portafoglio). Non vanno usati lubrificanti oleosi (vaselina) perché potrebbero alterare la struttura del preservativo e provocarne la rottura.

Il preservativo elimina il rischio di contagio?

Sì, se indossato fin dall’inizio del rapporto, per tutta la durata e se non si rompe. Per un utilizzo corretto seguire le istruzioni riportate nella confezione.

Il preservativo deve essere usato anche per un solo rapporto sessuale?

Sì, perché ci si può infettare anche con un solo rapporto sessuale.

I rapporti sessuali con una persona sieropositiva devono essere protetti in modo specifico?

No, è’ sufficiente utilizzare il preservativo, in tutti i rapporti sessuali penetrativi dall’inizio alla fine.

Sì, può contrarre, oggi, l’infezione da HIV mediante una trasfusione di sangue?

È estremamente improbabile poiché a partire dal 1987, le unità di sangue sono sottoposte a screening obbligatorio con la conseguente eliminazione di quelle risultate positive all’HIV. Il minor ricorso a trasfusioni “inutili”, l’utilizzo dell’autotrasfusione, il trattamento con calore degli emoderivati e la selezione dei donatori con l’esclusione di quelli con comportamenti a rischio, hanno, di fatto, eliminato il pericolo di contagio attraverso questa modalità.

Le persone che hanno comportamenti a rischio possono donare il sangue?

No, perchè potrebbero aver contratto l’infezione da HIV e, quindi, donare sangue infetto da HIV.

Esiste un preservativo femminile, che possa essere indossato dalla donna?

Sì esiste, anche se ancora non è disponibile in tutte le regioni italiane. In alcune regioni italiane il preservativo femminile può essere acquistato nelle farmacie comunali. Inoltre, è possibile ordinare in farmacia i preservativi femminili.

È pericoloso vivere nello stesso ambiente di una persona sieropositiva o di un malato di AIDS?

No, perché la condivisione di ambienti di vita, il contatto sociale ordinario, lo scambio di vestiti, la stretta di mano, non comportano alcun rischio di contagio.

L’infezione da HIV può trasmettersi attraverso il bacio “profondo”?

No, salvo il caso in cui la persona sieropositiva abbia lesioni e sanguinamenti delle mucose orali macroscopicamente visibili. In tal caso, il contatto durante il bacio non è più solo con la saliva, ma anche con il sangue.

Si può contrarre l’infezione bevendo dallo stesso bicchiere o mangiando nello stesso piatto di persone sieropositive?

No, perchè la saliva non trasmette questo virus.

Le lacrime, la saliva, l’urina, le feci, il vomito, le secrezioni nasali e il sudore sono in grado di trasmettere l’infezione da HIV?

No, le lacrime, il sudore, la saliva, ma anche l’urina, le feci, il vomito e le secrezioni nasali non trasmettono l’infezione da HIV.

Si può contrarre l’infezione da HIV usando il rasoio o lo spazzolino da denti di persone sieropositive?

No, perchè l’infezione da HIV si trasmette attraverso un contatto “diretto” con il sangue infetto. Tuttavia, è buona norma igienica, non usare strumenti personali in comune, indipendentemente, dalla conoscenza dello stato di sieropositività dell’altro.

Si può trasmettere l’infezione attraverso gli strumenti usati dal dentista?

No, perché il dentista deve utilizzare strumenti sterilizzati oppure strumenti usa e getta (monouso).

Fonte: Anlaids Onlus

Il test per l’HIV è semplice, può essere fatto solo con il consenso dell’interessato, e rispettandone la riservatezza; è generalmente gratuito nei centri pubblici, ma ci sono casi in cui viene richiesto il pagamento di un ticket.

Consiste generalmente in un semplice prelievo di sangue e il risultato è disponibile dopo alcuni giorni. Solo alcuni centri, su richiesta, usano kit per il test rapido sulla saliva che fornisce il risultato dopo circa 20 minuti; un eventuale risultato positivo deve sempre essere confermato dal test sul sangue.

Quando si corre rischio di infettarsi con l’HIV

Nella maggior parte dei casi le situazioni in cui ci si espone a rischio sono le seguenti:

  • rapporto sessuale non protetto (penetrazione vaginale o anale senza preservativo, indifferentemente tra due uomini o tra un uomo e una donna, oppure rapporto orale con eiaculazione in bocca) con una persona di cui non si sa per certo che sia sieronegativa;
  • contatto del nostro sangue con il sangue di un’altra persona di cui non si sa per certo che sia sieronegativa (ad esempio usando siringhe o altri oggetti acuminati già adoperati da altri e che possono avere tracce di sangue altrui).

Se si ritiene di avere vissuto una situazione di rischio è necessario ed importante fare il test. Se si hanno spesso situazioni a rischio, ad esempio se si ha abitualmente diversi partner sessuali o se si fa spesso uso con altri di droghe per via iniettiva è buona norma effettuare il test HIV regolarmente, almeno una volta all’anno o una volta ogni sei mesi.

Dopo quanto tempo dal rischio fare il test

Per essere sicuri di non avere contratto l’infezione, è necessario che il test sia stato effettuato almeno 4 settimane dopo l’evento a rischio. Il risultato negativo di un test eseguito prima di questo periodo (detto periodo finestra, durante il quale anche se ci fosse l’infezione potrebbe non essere rilevata da tutti i test) non viene considerato definitivo e il test va comunque ripetuto.

L’importanza del counselling

Molti centri per il test offrono la possibilità di parlare con un operatore che saprà valutare la singola situazione e dare consigli specifici su come evitare di esporsi al rischio e come fare per essere certi di non aver contratto l’infezione da HIV. Molte persone possono sentirsi a disagio a parlare della propria vita sessuale in queste circostanze, ma è essenziale capire che questo può essere un momento utile per ricevere informazioni importantissime per la propria salute.

A che serve fare il test

Innanzitutto chi sa di avere l’HIV può curarsi. La terapia purtroppo non può “guarire” l’infezione ma può evitare di fare insorgere problemi seri di salute e permettere di svolgere una vita perfettamente normale. Alcuni non vogliono effettuare il test perché pensano che una diagnosi di sieropositività sia una specie di condanna a morte: non è così! Vivere con l’HIV si può, ed è persino possibile vivere bene con il virus, basta “tenerlo a bada” con le terapie da subito, evitando che compia danni seri al nostro sistema immunitario.

In secondo luogo, sapere di avere l’HIV può aiutare a evitare di trasmetterlo ad altri: subito dopo essere stati infettati con l’HIV, il virus si moltiplica rapidamente in maniera esponenziale per diverse settimane; in questo periodo la probabilità di trasmettere l’infezione se si hanno comportamenti a rischio è molto più alta del normale. Quindi se si ha un comportamento a rischio, è bene porre la massima attenzione a non averne ancora prima di avere il risultato del test.

Dove fare il test?

Ecco l’elenco completo, indicato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), dei Centri diagnostico-clinici pubblici dove si può eseguire il test:

> Centri diagnostico-clinici pubblici dove si può eseguire il test

(link esterno al sito dell’Istituto Superiore di Sanità)

Fonte: Anlaids Onlus

Anche con l’HIV, si può avere una vita pienamente soddisfacente: si può avere relazioni, lavorare, amare, fare sesso, avere figli.

La vita quotidiana

A volte, chi riceve una diagnosi di sieropositività può percepirsi come un pericolo per gli altri: capita che alcuni dopo la diagnosi abbiano paura ad avere i più banali contatti fisici con le persone che li circondano, come abbracci, baci o strette di mano, o che si sentano in imbarazzo a condividere con altri l’uso della toilette o di una piscina. Tutto questo non ha alcuna base scientifica: chi vive con l’HIV non può trasmetterlo a nessuno durante la quotidiana vita di relazione, lavorando con altri, andando a scuola, condividendo gli spazi comuni, nemmeno condividendo posate o bicchieri (naturalmente a meno che non ci si ferisca usandoli). Chi vive con l’HIV ha la stessa dignità di tutti gli altri; non c’è nessun motivo per cui si debba sentire marginalizzato o considerarsi pericoloso.

Dirlo o non dirlo

Le informazioni relative alla salute di una persona sono considerate “sensibili” in termini di tutela della privacy: chi vive con l’HIV, quindi, ha il diritto di decidere liberamente con chi parlare della propria condizione, finché non mette nessuno a rischio di trasmissione. Ad esempio, nessuno è obbligato a dirlo sul luogo di lavoro, a meno che la sua professione non lo metta in condizioni di potenzialmente trasmettere il virus a qualcun altro.

Può capitare di desiderare di fare sesso con una persona alla quale non ci sente pronti a dire “Io ho l’HIV”. Occorre essere consapevoli che la legge prevede che se una persona che sa di avere l’HIV ha un rapporto non protetto con qualcuno a cui non dice della propria condizione di sieropositività, rischia di essere incriminato per lesioni (nel caso in cui trasmetta l’infezione al partner) o di tentate lesioni (se la trasmissione dell’infezione non avviene). Per questo, ma anche e soprattutto per non mettere a rischio la salute di nessuno, se non si vuole comunicare alla persona con cui si sta per fare sesso il proprio stato e se questa non fa il primo passo per ricorrere all’uso del preservativo o per impiegare tutte gli altri accorgimenti, è bene che sia chi sa di avere l’HIV a suggerire questi comportamenti o a pretenderne l’uso se il/la partner dovesse rifiutarsi.

Sesso con HIV

Chi vive con l’HIV può avere una vita sessuale pienamente soddisfacente, l’unica “regola” è usare le precauzioni che impediscano la trasmissione dell’infezione. È anche molto importante che chi ha l’HIV effettui spesso controlli per altre malattie a trasmissione sessuale (gonorrea, sifilide, clamidia, ecc.), controlli che peraltro sono previsti regolarmente dalla prassi clinica per chi è in trattamento per l’infezione da HIV. Le malattie a trasmissione sessuale, infatti, rendono molto più probabile la trasmissione dell’infezione perché procurano delle micro-lesioni e infiammazioni che “richiamano” in quella sede una maggiore quantità di virus.

Studi svolti negli ultimi anni hanno anche dimostrato che le persone con HIV che seguono una efficace terapia antiretrovirale e riescono quindi ad abbattere la carica virale stabilmente hanno scarsissime probabilità di trasmettere l’infezione: questo risultato ha fatto sì che alcuni paesi (come la Svizzera o il Brasile) considerino sicuro che una persona con HIV e una sieronegativa che desiderino avere un figlio possono concepirlo naturalmente purché il partner sieropositivo abbia con carica virale non rilevabile da almeno sei mesi, sia sotto costante controllo medico e non abbia altre malattie a trasmissione sessuale.

Fonte: Anlaids Onlus

La terapia per abbattere il virus

Lo “standard of care” cioè la terapia di riferimento per il trattamento dell’infezione da HIV prevede l’assunzione di tre farmaci antiretrovirali: si tratta generalmente di molecole che intervengono in fasi diverse del processo di replicazione del virus. La loro azione consiste nell’impedire che il virus si replichi liberamente e che infetti quindi altre cellule. Per questo, una terapia efficace provoca un abbattimento della “carica virale” (concentrazione di RNA del virus nel sangue) e una ricostituzione del sistema immunitario (misurata di prassi con il numero di linfociti CD4 per microlitro di sangue).

Quando iniziare la terapia

L’opportunità di iniziare una terapia antiretrovirale viene valutata insieme con il medico dopo un colloquio, una visita ed un prelievo di sangue per la determinazione del valore dei linfociti CD4 e della carica virale (HIV RNA). La presenza di sintomi riferibili ad HIV o a malattie opportunistiche rende consigliabile l’inizio di una terapia indipendentemente dai risultati degli esami del sangue, ma la terapia può essere raccomandata anche in una persona asintomatica, sulla base soprattutto del numero di CD4.

L’inizio della terapia è fortemente raccomandato quando il numero di CD4 è minore di 350 per microlitro di sangue, ma può essere consigliabile iniziarla anche per valori di CD4 fra 500 e 350, proprio per evitare un peggioramento del danno al sistema immunitario: molti studi, infatti, hanno messo in evidenza come i vantaggi che si hanno evitando una compromissione del sistema immunitario siano superiori agli svantaggi legati alla tossicità dei farmaci.

Tuttavia l’inizio della terapia è vissuto da molte persone con HIV come un momento traumatico, quasi al pari della diagnosi: per questo è bene prepararsi, cercando di informarsi adeguatamente. Se è vero che i farmaci antiretrovirali (come quasi tutti i medicamenti) hanno delle tossicità e possono provocare degli effetti collaterali, è altrettanto vero che l’ampio numero di farmaci oggi disponibili, la facilità di assunzione di alcune combinazioni e la tollerabilità delle nuove molecole rendono la terapia molto più facile (solo una o due somministrazioni al giorno) e meno gravata da problemi. Ciò che è fondamentale, è cercare di creare un dialogo aperto con il proprio medico, discutendo con lui o lei tutte le paure, domande, insicurezze che possono presentarsi.

Assumere correttamente la terapia

Bisogna essere consapevoli che per essere certi che la terapia antiretrovirale sia realmente efficace bisogna assumerla esattamente come è stata prescritta: la capacità di seguire le norme di somministrazione correttamente (numero di compresse, orario di assunzione, eccetera) viene chiamata aderenza ed è un punto chiave per il successo della terapia. Anche su questo si può ottenere un valido aiuto dal proprio medico, esponendo tutte le proprie esigenze (ad esempio se si hanno problemi ad assumere farmaci in pubblico sarà possibile individuare una combinazione che preveda solo assunzioni in determinati orari).

Gestire gli effetti collaterali

A seconda dei farmaci utilizzati, potrebbero presentarsi alcuni effetti collaterali, che generalmente sono lievi e scompaiono nelle prime settimane di terapia. E’ importante farsi spiegare bene dal medico a quali effetti collaterali si può andare incontro, soprattutto nei primi giorni di terapia, e come li si può prevenire o eventualmente affrontare. Se poi dovessero essere particolarmente fastidiosi o persistenti è indispensabile riferirli immediatamente al proprio medico per valutare se sia il caso di cambiare terapia.

Fonte Anlaids Onlus – Ministero della Salute

L’HIV si trasmette attraverso la puntura di zanzare

No. Non ci sono prove che questi o altri insetti abbiano mai svolto un ruolo nella trasmissione dell’AIDS. Il virus, infatti, non sopravvive all’interno dell’apparato salivare delle zanzare. Inoltre, la quantità di sangue che una zanzara riesce a veicolare pungendo una persona infetta e ripungendo, subito dopo, una persona sana non è sufficiente a determinare l’infezione.

Si può prendere l’HIV con un bacio

Il bacio profondo non e’ a rischio in quanto la presenza del virus HIV nella saliva non e’ tale da trasmettere il contagio; puo’ esserci rischio se le due persone che si scambiano il bacio hanno gengiviti emorragiche o altre lesioni del cavo orale.

Esiste una cura per l’HIV ma le case farmaceutiche la tengono nascosta

Il settore dei vaccini rappresenta una quota considerevole di guadagno per le case farmaceutiche: se esistesse una cura per l’infezione da HIV, il detentore di questo brevetto guadagnerebbe ben più di quanto si possa guadagnare con la vendita dei farmaci antiretrovirali.

È pericoloso vivere nello stesso ambiente di una persona sieropositiva o di un malato di AIDS?

No, perché la condivisione di ambienti di vita, il contatto sociale ordinario, lo scambio di vestiti, la stretta di mano, non comportano alcun rischio di contagio.

Si può contrarre l’infezione bevendo dallo stesso bicchiere o mangiando nello stesso piatto di persone sieropositive?

No, perchè la saliva non trasmette questo virus.

Le lacrime, la saliva, l’urina, le feci, il vomito, le secrezioni nasali e il sudore sono in grado di trasmettere l’infezione da HIV?

No, le lacrime, il sudore, la saliva, ma anche l’urina, le feci, il vomito e le secrezioni nasali non trasmettono l’infezione da HIV.

Si può contrarre l’infezione da HIV usando il rasoio o lo spazzolino da denti di persone sieropositive?

No, perchè l’infezione da HIV si trasmette attraverso un contatto “diretto” con il sangue infetto. Tuttavia, è buona norma igienica, non usare strumenti personali in comune, indipendentemente, dalla conoscenza dello stato di sieropositività dell’altro.

Si può trasmettere l’infezione attraverso gli strumenti usati dal dentista?

No, perché il dentista deve utilizzare strumenti sterilizzati oppure strumenti usa e getta (monouso).

Un bambino sieropositivo può contagiare un altro bambino sano?

No, nessun bambino si è mai contagiato nei contatti sociali con un bambino sieropositivo. Anzi è il bambino sieropositivo, che avendo un sistema immunitario compromesso, rischia di contrarre più facilmente le tipiche patologie infettive dell’infanzia.

Sì può trasmettere l’infezione da HIV attraverso asciugamani, lenzuola e sedili del water?

No, perché la condivisione di questi oggetti non comporta alcun rischio di contagio.

Sì può trasmettere l’infezione da HIV attraverso morsi, graffi, colpi di tosse?

No, in tal modo non si trasmette l’HIV.

L’HIV si trasmette frequentando palestre, piscine, docce, saune, gabinetti, scuole, asili, luoghi di lavoro, ristoranti, bar, cinema, locali pubblici e mezzi di trasporto?

No, non ci si può infettare in questo modo.

L’HIV si può trasmettere attraverso punture accidentali di aghi o siringhe abbandonate per strada?

No, non si può trasmettere in questo modo, in quanto il virus fuori dal corpo umano, esposto alle normali condizioni ambientali, perde la capacità infettante.